Piattaforma per acqua, gas e calore
09. marzo 2020

Presa di posizione Legge sull’approvvigionamento di gas (LApGas)

Affidare l’attuazione tecnica al settore

Nell’ottobre 2019 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione relativa al progetto della nuova legge sull’approvvigionamento di gas (LApGas). La SSIGA ha ora inoltrato all’Ufficio federale dell’energia (UFE) i criteri e le richieste del settore.

In qualità di associazione professionale per l’approvvigionamento sicuro, efficiente e sostenibile, nella sua presa di posizione relativa alla legge sull’approvvigionamento di gas (LApGas) la SSIGA si limita a considerare questi aspetti. Di seguito sono riportate le richieste più importanti. La presa di posizione completa si trova in tedesco all’indirizzo www.svgw.ch/VasvG

Le esperienze hanno dimostrato la necessità di una legge sull’approvvigionamento di gas. Ma, nel rispetto del principio di sussidiarietà, in particolare gli sviluppi dovuti ai progressi tecnici devono essere espressamente lasciati al settore. Mentre questo aspetto è più volte ribadito nelle leggi e nelle ordinanze relative all’energia elettrica, è del tutto assente in questo progetto della LApGas. La SSIGA raccomanda pertanto di sancire il principio di sussidiarietà nel testo della legge.

Innalzare la soglia d’ingresso al mercato

Come previsto nella legge sull’approvvigionamento elettrico (LAEl), la soglia d’ingresso al mercato deve essere fissata a 100 MWh. Ciò comporterebbe, nel settore del riscaldamento, che in caso di sostituzione di un classico riscaldamento a gas (caldaia a condensazione) con una pompa di calore elettrica, l’accesso al mercato andrebbe perso anche solo per il risanamento del riscaldamento: le moderne pompe di calore elettriche raggiungono coefficienti di lavoro annuo di 4-5. Per raggiungere un grado di apertura del mercato equivalente a quello dell’approvvigionamento elettrico, per l’approvvigionamento di gas si dovrebbe fissare la soglia a un livello superiore di 4 o 5 volte. L’elevato numero di clienti presenti sul mercato libero genererebbe esigenze eccessive per i gestori della rete e i gestori delle stazioni di misurazione anche in riferimento alle misurazioni, allo scambio di dati e ai processi di scambio.

La direttiva SSIGA G23 «Metering Code Gas» consiglia alle utenze con un consumo annuo superiore a 2 GWh per punto di prelievo, di installare un convertitore di volumi e una misurazione della curva di carico con telelettura. Al di sotto di questa soglia l’impiego di convertitori di volumi non è considerato conveniente. Si dovranno pertanto utilizzare profili di carico standard (SLP) che, in mancanza della conversione dei volumi (compensazione della pressione e della temperatura), comporterebbero eccessive incertezze di misurazione e di previsione.

Nel complesso la SSIGA considera una soglia di accesso al mercato di 1 Gwh all’anno un ragionevole compromesso tra il grado di apertura auspicato per il mercato e la sua attuazione economica.

Misurazioni presso i gestori della rete

Per quanto concerne le misurazioni, il progetto della LApGas prevede due varianti: la liberalizzazione totale delle misurazioni (gestore delle stazioni di misura e fornitore dei servizi di misurazione liberamente scelti dall’utente finale) oppure l’affidamento delle misurazioni al gestore di rete. Da una parte, la liberalizzazione renderebbe molto complessa la gestione delle interfacce tra i vari attori (gestore di rete, gestore delle stazioni di misura e fornitore dei servizi di misurazione). Dall’altra, le responsabilità, in particolare in caso di errore (valori di misura mancanti o non plausibili), dovrebbero essere chiaramente attribuite ai vari attori. Non è chiaro se il consumatore finale beneficerebbe di risparmi di costi. La libera scelta del gestore della stazione di misurazione sottrarrebbe al gestore di rete una delle poche possibilità di controllo dell’impianto nel fabbricato. Oggi, nei regolamenti tecnici pertinenti, le scadenze fissate per il controllo periodico della sicurezza dell’impianto nei fabbricati sono armonizzate con le scadenze di verificazione dei (più diffusi) contatori del gas a pareti deformabili. Pertanto in futuro due aziende, il gestore di rete e quello della stazione di misurazione, dovrebbero poter avere accesso agli impianti, in particolare se le scadenze per il controllo e quelle per la sostituzione venissero tra loro sganciate. Il problema dell’accesso diventa di anno in anno più gravoso anche con una sola azienda. Per non compromettere la sicurezza finora elevata, il gestore delle stazioni di misurazione dovrebbe quindi farsi parzialmente carico del compito di controllo spettante al gestore di rete. Dal momento che, proprio nel settore domestico/commerciale, oltre a comportare rischi per la tecnica della sicurezza ciò andrebbe a discapito del successo economico della liberalizzazione, la SSIGA esprime parere chiaramente contrario.

Nessuna ingerenza legislativa in caso di sviluppi tecnici

Il lancio dei contatori intelligenti non deve essere disposto per legge. Se un gestore della rete lo ritiene ragionevole, si dovrebbe avere la possibilità di computare gli ulteriori costi di misurazione sui costi della rete. Ulteriori regolamentazioni, in particolare i requisiti minimi per la misurazione e lo scambio dei dati, devono essere formulate dal settore secondo il principio di sussidiarietà. Un rimando a questi documenti, in parte ancora da stendere, grazie al carattere vincolante andrebbe a sostegno dell’attuazione e, al tempo stesso, lascerebbe la flessibilità necessaria per l’integrazione di ulteriori innovazioni.

 

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