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25. luglio 2022

Biometano

Progetto GERG: ottimizzare i test di qualità del gas

Il progetto di ricerca del GERG (The European Gas Research Group) «Biomethane Injection Best Practices», lanciato ad aprile 2022, mira a identificare le migliori pratiche e i potenziali di ottimizzazione dei test di qualità per l'iniezione di biometano. Tale progetto è sostenuto da SSIGA fino al suo completamento.

Il settore del biometano sta suscitando un crescente interesse grazie al suo potenziale nel fornire energia pulita per un ampio spettro di usi finali, soprattutto perché può essere distribuito e utilizzato con le infrastrutture esistenti. La rete di gas esistente può trasportare il biometano e i dispositivi di uso finale possono utilizzarlo (industria, riscaldamento, automobili, ecc.). Il biogas e il gas naturale sono quasi identici dal punto di vista chimico e sono costituiti principalmente dalla molecola di metano. La differenza è data dalla formazione e dall'impronta di CO₂. Il gas naturale si è formato nel corso di milioni di anni da sostanze biogene sotto la superficie terrestre ed è considerato un combustibile fossile.

In Svizzera, invece, il biogas viene prodotto da rifiuti e materiali di scarto biogeni nell'arco di diversi giorni in condizioni di assenza di aria. Si tratta di un'energia rinnovabile e «neutrale dal punto di vista della CO₂» che può essere trasformata in gas naturale e quindi immessa nella rispettiva rete. Nel 2021, la Svizzera ha immesso nella rete di gas un totale di circa 420 GWh di biometano di produzione nazionale. Attualmente nel Paese sono presenti 38 impianti che producono biometano da materiali di scarto organici come rifiuti di giardinaggio o fanghi di depurazione, che poi lo immettono nella rete

Test di qualità

La questione sulla qualità del biometano è relativamente nuova quando si parla di iniezione. Finora sono state immesse solo piccole quantità di biometano, per cui la qualità del gas in termini di percentuali di gas non combustibili non ha svolto finora un ruolo importante. Se la percentuale di biometano aumenterà, la qualità del gas diventerà una questione sempre più rilevante, motivo per cui sono necessarie ulteriori ricerche, soprattutto per quanto riguarda l'ottimizzazione delle procedure di verifica della qualità durante l'immissione in rete.

Il progetto di ricerca si concentra quindi in particolare sulla verifica della qualità nell’ambito della valorizzazione del biogas per separare la CO₂ (per ottenere la qualità del combustibile). Poiché il prezzo del biogas arricchito non è ancora competitivo rispetto a quello del gas naturale, si cercano soluzioni che siano il più possibile efficienti dal punto di vista dei costi. 

Descrizione del progetto

Il comitato direttivo tecnico è composto da sette membri. I dati vengono raccolti in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Svizzera. Tre noti centri di ricerca europei sono impegnati nel progetto: Il Danish Gas Technology Centre (Danimarca), anche responsabile del progetto, il Keuringsinstituut voor Waterleiding Artikelen (KIWA; Paesi Bassi) e il DNV Group (Regno Unito). Il progetto mira a promuovere lo scambio di esperienze e a rispondere alle seguenti domande: quali sono le tecnologie e gli strumenti con cui i servizi di pubblica utilità hanno avuto la migliore esperienza e quali tecnologie, sviluppi e innovazioni si sono dimostrati particolarmente efficaci.

Il progetto di ricerca dovrebbe durare quattro mesi. Uno degli obiettivi previsti è quello di identificare le migliori pratiche di iniezione di biometano in diversi settori per consentire una riduzione dei costi di investimento e di esercizio con un livello di sicurezza uguale o superiore.

Nell'ambito del progetto, la SSIGA rivedrà la G13 « Richtlinie für die Einspeisung von erneuerbaren Gasen» (Linea guida per l'iniezione di gas rinnovabili), definirà la tecnologia di sicurezza per gli impianti di trattamento e iniezione nonché ulteriori requisiti per la produzione di gas rinnovabili. In questo modo, la SSIGA potrà beneficiare dell'esperienza di altri Paesi. Al termine del progetto sarà redatto un rapporto finale, che conterrà proposte per la futura roadmap. La SSIGA informerà i suoi soci e le sue commissioni sui risultati del rapporto finale.

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