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14. Juli 2026

Piattaforma «Tecnologie per la rimozione dei microinquinanti»

Lo stadio per l’eliminazione dei microinquinanti compie 10 anni – Congratulazioni a tutto il settore delle acque di scarico!

Con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento delle acque causato dall’immissione di sostanze provenienti dalle acque di scarico, oltre a essere favorevoli all’attuazione della normativa vigente noi della piattaforma «Tecnologie per la rimozione dei microinquinanti» incentiviamo lo sviluppo delle conoscenze e lo scambio di esperienze all’interno del settore delle acque di scarico. Facciamo una rassegna in retrospettiva degli sviluppi intercorsi negli ultimi anni e osiamo puntare lo sguardo al futuro.
Simon Bitterwolf, Pascal Wunderlin, 

Nel 2016 la legge sulla protezione delle acque ha sancito il potenziamento di alcuni impianti di depurazione delle acque (IDA) con l’aggiunta di un ulteriore stadio per l’eliminazione dei microinquinanti (stadio MV). A dieci anni di distanza sono già quasi 40 gli impianti di depurazione che hanno implementato un tale stadio di depurazione, e altrettanti sono in fase di pianificazione o costruzione. Siamo quindi sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo, che consiste nel potenziare circa 140 IDA svizzeri entro il 2040. Al nostro grafico sullo stato attuale degli interventi di potenziamento abbiamo dovuto man mano aggiungere nuove tonalità di colore (fig. 1). Ciò significa che i diversi procedimenti e le relative varianti sono in continuo aumento. Allo stesso tempo si registra una tendenza verso metodi più semplici e compatti, come si evince in modo particolarmente evidente dall’esempio relativo ai trattamenti con carbone attivo in polvere (CAP). Mentre nei primi impianti venivano ancora impiegati bacini di sedimentazione e filtri per separare il CAP, nei sistemi più recenti questa fase avviene direttamente durante la filtrazione.

Per l’ulteriore sviluppo dei procedimenti è fondamentale condividere e diffondere le esperienze maturate. Grazie alla recente pubblicazione dell’analisi operativa del procedimento «Carbone attivo granulato (CAG) in letto fluido» condotta nell’IDA di Delémont dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale per conto della piattaforma, abbiamo potuto fornire un importante contributo a questo processo [1].

Scambio di esperienze e innovazione grazie alla revisione della legge

Per lo scambio di esperienze organizziamo anche incontri periodici con i gestori degli IDA provvisti di stadio MV. Le conoscenze più importanti emerse dagli incontri sono state recentemente integrate nella revisione della scheda sull’ozonizzazione. Con grande interesse attendiamo ora i risultati dell’esercizio sperimentale condotto presso l’IDA di Höfe, in cui l’ozono viene immesso direttamente nella condotta di entrata. Questa variante procedurale, che abbiamo visitato in occasione dell’ultimo scambio di esperienze, dovrebbe consentire di ridurre notevolmente il volume del reattore. I primi risultati sono molto promettenti.

Lo sviluppo prosegue anche nel settore del CAP: in un piccolo IDA nel Cantone di Vaud stiamo seguendo un progetto sperimentale in cui una sospensione liquida di CAP viene aggiunta direttamente allo stadio biologico. Resta da vedere se, in questo modo, sarà possibile soddisfare i requisiti e se si potrà effettivamente fare a meno di una successiva filtrazione. Soprattutto per i piccoli IDA, che sono stati al

centro dell’attenzione durante la revisione legislativa in corso, questa potrebbe rappresentare una soluzione interessante. Per promuovere le nuove tecnologie, abbiamo in programma di organizzare un concorso di idee nel secondo semestre e intendiamo pubblicare una checklist con i requisiti generali per i piccoli IDA.

Rimbocchiamoci le maniche per l’eliminazione dell’azoto

Il grande interesse per i seminari tecnici dimostra che la revisione della legge, oltre a mettere in moto innovazioni tecnologiche, infonde nuovo slancio all’intero settore. Circa 200 esperti si sono riuniti lo scorso anno a Losanna e a Soletta per confrontarsi e discutere su come incrementare l’eliminazione dell’azoto negli IDA.

Nei profili di IDA recentemente pubblicati abbiamo illustrato una selezione di approcci tecnologici, una raccolta di esempi positivi destinata a crescere nei prossimi anni. Come già avvenuto per le tecniche volte all’eliminazione dei microinquinanti, anche in questo caso è nostra intenzione promuovere lo scambio di esperienze e raccogliere informazioni fondate sullo stato attuale delle conoscenze – ad esempio attraverso schede informative su argomenti come i fanghi attivi granulari.

Servono anche misure alla fonte e nella rete delle canalizzazioni

Oltre al potenziamento degli IDA, per una protezione efficace dei nostri corsi d’acqua e per prevenire l’immissione di sostanze inquinanti sono però necessarie anche misure alla fonte, in quanto non tutte le sostanze possono essere trattenute negli IDA. Da una recente analisi dei corpi idrici e delle acque di scarico di Zurigo emerge infatti che le cosiddette terre rare, presenti nei mezzi di contrasto utilizzati in medicina e anche in alcuni agenti precipitanti, finiscono nelle acque attraverso gli IDA e lì rappresentano un rischio ecotossicologico [2]. Si raccomanda pertanto di evitare l’uso di precipitanti contenenti tali sostanze.

Per verificare se le misure adottate alla fonte sono efficaci nel ridurre l’apporto di mezzi di contrasto nei corsi d’acqua, nel mese di maggio è stato avviato il nostro progetto pilota in collaborazione con l’Eawag e con l’ospedale cantonale dei Grigioni [3]. Dopo essersi sottoposti a un esame con mezzo di contrasto, le prime tre volte che vanno in bagno i pazienti utilizzano speciali sacchetti per le urine, nei quali l’urina viene trasformata in un gel inodore; tali sacchetti possono poi essere smaltiti nei rifiuti urbani. Prevediamo che, in questo modo, sarà possibile ridurre notevolmente i carichi negli IDA e nelle acque. Siamo curiosi di vedere i risultati.

Anche la resistenza antimicrobica richiede misure più incisive nel bacino imbrifero dell’IDA [4]. Dal momento che gli scarichi di acque miste sono considerati la principale fonte di immissione nei corpi idrici, è necessario ridurli adottando misure mirate nelle strutture sanitarie e una gestione ottimizzata della rete delle canalizzazioni. Un intervento di importanza fondamentale consiste nel trattenere temporaneamente le acque di scarico prima del loro convogliamento nelle canalizzazioni pubbliche durante gli scarichi attivi di acque miste. È attualmente in fase di pubblicazione un articolo specializzato, con la collaborazione della piattaforma, nel quale saranno presentate le prime esperienze operative a livello nazionale.

Stiamo inoltre valutando, nell’ambito di un’analisi della situazione su scala nazionale, se nelle acque arrivano altre sostanze rilevanti provenienti da strutture sanitarie. La pubblicazione dell’analisi è prevista per inizio 2027.

Processi sotto controllo

Spesso, però, le misure alla fonte sono già destinate a fallire perché le aziende industriali non sono consapevoli di quali sostanze sono presenti nelle loro acque di scarico. Per questo motivo stiamo

conducendo campagne di misurazione in collaborazione con i settori considerati prioritari, come ad esempio quello metallurgico/galvanico o quello alimentare. Stiamo inoltre elaborando strumenti e ausili, come la «verifica sulle acque di scarico», che consente alle aziende di effettuare una prima autovalutazione qualitativa [5]. I risultati dovrebbero indurre a identificare e gestire i potenziali di miglioramento presenti in azienda.

Il bacino gravitante e la composizione delle acque di scarico svolgono un ruolo importante anche nei processi di ozonizzazione negli IDA. Le «valutazioni sull’idoneità del processo di ozonizzazione» si sono dimostrate efficaci e consentono di identificare in modo affidabile le acque di scarico non idonee. Negli ultimi anni, diversi studi hanno ampliato in modo mirato le conoscenze in materia e ora le raccomandazioni VSA esistenti sono state integrate di conseguenza [6].

PFAS dall’industria e dall’artigianato

Quando si parla di PFAS, le misure alla fonte diventano sempre più rilevanti. Questo perché negli IDA, anche in quelli dotati di uno stadio per microinquinanti, le PFAS vengono rimosse solo in misura insufficiente. Numerose questioni rimangono peraltro in sospeso. Per questo motivo la VSA, in collaborazione con la CCA/i Cantoni, l’UFAM e altri attori, sta portando avanti i lavori necessari [7]. Qui la piattaforma offre un importante contributo, raccogliendo le conoscenze attuali sulle PFAS presenti nelle acque di scarico industriali e artigianali e registrando e analizzando in modo strutturato i dati relativi alle misurazioni delle acque di scarico in Svizzera. Partendo da questa base si mira a individuare le lacune presenti nelle conoscenze e avviare campagne d’indagine mirate.

Scambio internazionale e prospettive per il 2027

In seguito all’adozione della nuova direttiva UE sulle acque di scarico urbane avvenuta a fine 2024 sono aumentate vertiginosamente le richieste che l’area UE presenta a noi e agli IDA con stadio per microinquinanti. Altrettanto elevato è stato l’interesse per le visite guidate e i webinar che abbiamo organizzato lo scorso anno in collaborazione con diversi IDA.

Anche per noi lo scambio con professionisti di altri Paesi è molto importante e ci offre preziose informazioni sulle loro pratiche e sulle loro esperienze attuative. In collaborazione con il centro di competenza sulle sostanze in tracce del Baden-Württemberg (KomS), stiamo quindi organizzando per il 2027 un seminario tecnico sul lago di Costanza, con visite a diversi IDA con stadio MV.

Vi ringraziamo di cuore per l’ottima collaborazione e confidiamo di incontrarvi in uno degli eventi organizzati dalla VSA.

Contatto
Avete domande o proposte su temi specifici? Visitate il nostro sito web all’indirizzo www.micropoll.ch oppure contattate la piattaforma: pascal.wunderlin@vsa.ch / 058 765 50 37

Bibliografia
[1] Loreggian, L. et al. (2026): GAK im Schwebebett – Verfahrensevaluation auf der STEP Delémont und Umgebung
[2] Kaegi, R. et al. (2026): Seltene-Erde-Elemente in Zürcher Abwasser und Gewässer, Aqua & Gas Nr. 2
[3] https://wasser-wissen.ch/wp-content/uploads/2026/05/Kontrastmittel_Webseite_Italienisch.pdf
[4] P. Wunderlin et al. (2025), Piano d’azione strategia contro le resistenze agli antibiotici 2024 – 2027 – Rafforzare le misure nella gestione delle acque di scarico
[5] Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque (VSA) (2026), Verifica sulle acque di scarico– Nota tecnica
[6] Wunderlin, P. et al. (2026): Abklärungen Verfahrenseignung Ozonungen – Entscheidungsgrundlagen verbessert, Aqua & Gas Nr. 3
[7] F. Eugster et al. (2026): Concretizzazione dell’esecuzione per le acque di scarico contaminate da PFAS provenienti da aziende industriali e artigianali

 

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