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20. agosto 2025

Organismi acquatici in Svizzera

Situazione stabilizzata ma ancora sotto pressione

Sebbene le acque facciano parte degli spazi vitali più ricchi di specie, da analisi emerge che nei torrenti svizzeri e nei fiumi di dimensioni minori la vita dei pesci, dei piccoli animali e delle piante è messa a dura prova. L’adozione di misure ha permesso di stabilizzare la situazione a un livello basso e, in alcuni luoghi, addirittura di migliorarla.

In che condizioni versano le nostre acque? In che modo sono cambiate? Per rispondere a queste domande, la Confederazione e i Cantoni gestiscono dal 2012 il programma «Osservazione nazionale della qualità delle acque superficiali» (NAWA). Le conoscenze acquisite in questo contesto fungono da base per la politica nazionale in materia di protezione delle acque. Lo stato di salute degli organismi che vivono in fiumi e torrenti è estremamente indicativo della purezza e dello stato prossimo a quello naturale di tali acque, motivo per cui gli specialisti analizzano periodicamente, nel quadro del programma parziale «NAWA TREND Biologie», pesci, microrganismi come larve di insetti, piccoli crostacei, diatomee e piante acquatiche.

Le acque spesso non sono prossime allo stato naturale

Dalla quarta campagna di misurazione nel 2023 è emerso che le forme di vita nei torrenti e nei fiumi continuano a essere fortemente sotto pressione. In linea generale, i corsi d’acqua in quanto spazi vitali e la loro biodiversità si sono stabilizzati a un livello basso. Si è osservato che spesso le biocenosi animali e vegetali che vivono dove le acque sono state compromesse da attività umane, come sbarramenti, sostanze inquinanti e nutritive provenienti dagli insediamenti, agricoltura, artigianato e industria, non sono prossime allo stato naturale. Presso molte stazioni di misurazione era possibile vedere e percepire rifiuti, schiuma o odori.

A risentire di tale pressione sono in particolare la popolazione ittica e le piante acquatiche, soprattutto laddove vivono molte persone e le superfici intorno alle acque sono sottoposte a un utilizzo intensivo. Anche i cambiamenti climatici modificano la biologia delle acque, un dato emerso chiaramente dalle osservazioni dei pesci: il cavedano, per esempio, è diventato più comune dato che resiste meglio all’aumento delle temperature delle acque. Le specie che, invece, prediligono le temperature più basse, come per esempio il temolo, la trota o lo scazzone, diventano più rare.

Le misure si dimostrano efficaci

C’è ancora molto da fare per migliorare le condizioni delle acque e degli organismi che vi vivono. È dimostrato che le misure di rinaturazione e quanto realizzato per aumentare la qualità delle acque migliorano lo stato dei corsi d’acqua in quanto spazi vitali. Tra tali misure figurano, per esempio, una depurazione più efficace delle acque di scarico, una definizione dell’assetto delle rive prossimo allo stato naturale, centrali idroelettriche che permettono il passaggio dei pesci o la protezione delle acque dall’inquinamento da prodotti fitosanitari.

La legge sulla protezione delle acque impone e promuove l’attuazione di misure del genere. Se attuate in modo coerente, infatti, lo stato delle piante e degli animali acquatici migliora e le acque sono in grado di adempiere i propri compiti essenziali per le persone e la natura.

Stato della fauna ittica

La fauna ittica, vivendo a lungo e reagendo sensibilmente a vari influssi ambientali, fornisce indicazioni importanti sullo stato delle acque. [1] Dalle analisi delle popolazioni ittiche emerge che quasi tutti i tratti di corsi d’acqua (72,6 %) versano in un cattivo stato ecologico (v. grafico). In molti di questi, i pesci scarseggiano.

  • Tendenzialmente la popolazione ittica si trova in condizioni migliori nei torrenti e nei fiumi di piccole dimensioni che in quelli di dimensioni maggiori. I corsi d’acqua nel Giura risultano più prossimi allo stato naturale rispetto a quelli nell’Altopiano e nelle Prealpi.
  • In molti corsi e specchi d’acqua, sono assenti numerose specie ittiche: mentre la metà delle acque analizzate presenta ancora una combinazione naturale di specie, nell’altra metà sono assenti specie che invece vi dovrebbero vivere. Dall’inizio dell’osservazione la situazione è rimasta pressoché invariata.
  • Le specie ittiche minacciate sono particolarmente sotto pressione, con soltanto pochi esemplari presenti in un numero sempre minore di corsi e specchi d’acqua; le specie a rischio di estinzione (grado di minaccia 1) sono sempre più rare.
  • In molti fiumi e torrenti (64,5 %) i pesci scarseggiano. A essere particolarmente colpiti sono il cobite barbatello, lo scazzone, la trota, il gobione, il leucisco, la lampreda comune e il temolo, tutte specie di cui spesso nelle acque si trovano soltanto pochi esemplari.
  • Le analisi suggeriscono che la popolazione ittica risulta particolarmente colpita nelle zone densamente popolate. Da ulteriori studi emergono già le ripercussioni negative dello sfruttamento della forza idrica, dei pesticidi e delle strutture dei corsi d’acqua non prossime allo stato naturale. 


Rapporto completo con grafici sul pesce disponibile qui per il download
 (solo in tedesco)


Stato dei microrganismi sul fondo delle acque (macroinvertebrati)

I macroinvertebrati comprendono i microrganismi che vivono sul fondo delle acque e al suo interno, ovvero larve di insetti, piccoli crostacei, lumache, molluschi e vermi. Particolarmente importanti, tra le altre cose, per l’alimentazione dei pesci, i macroinvertebrati reagiscono sensibilmente agli influssi provenienti dall’agricoltura e dagli insediamenti, come per esempio l’immissione di acque di scarico, gli sbarramenti o i pesticidi.

  • L’indice svizzero dei macroinvertebrati (Schweizer Makrozoobenthos-Index, IBCH), che comprende famiglie di insetti particolarmente sensibili, fornisce indicazioni sulla qualità delle acque e sulla varietà delle strutture delle acque. Dalle analisi eseguite secondo questo metodo, emerge che oltre un quarto (27 %) dei luoghi analizzati versano in un cattivo stato.
  • Presso circa il 60 per cento dei luoghi analizzati, specie e famiglie particolarmente sensibili ai pesticidi risultano totalmente assenti o rare. È chiara la correlazione con l’agricoltura e gli insediamenti (v. grafico).
  • Il Giura presenta il numero maggiore di specie di macroinvertebrati. Attualmente, in alcuni luoghi in cui vengono eseguite le analisi, spesso si riescono a trovare più specie rispetto a dieci anni fa. Da analisi più approfondite emerge che sono spesso le specie più comuni a diffondersi maggiormente, al contrario di quelle più rare. Le biocenosi, di conseguenza, tendono a diventare meno varie.


Il rapporto completo con grafici sui piccoli animali che vivono sul fondo dei corsi d'acqua, è disponibile qui per il download
(solo in tedesco)

Stato delle diatomee e aspetto

Le diatomee sono alghe unicellulari utilizzate come parametro collaudato per valutare l’inquinamento da nutrienti: esse sono presenti tutto l’anno nei torrenti e nei fiumi ed esistono numerose ricerche in merito alla loro reazione alle concentrazioni di sostanze nutrienti nelle acque.

  • L’indice delle diatomee mostra una qualità delle acque da buona a molto buona in oltre il 93 per cento delle stazioni di misurazione (v. grafico). Non si può dire lo stesso soprattutto dell’Altopiano e del Giura.
  • L’84 per cento dei luoghi analizzati non presenta una composizione delle specie di diatomee compatibile con le aspettative.
  • Dall’inizio delle osservazioni si registra una tendenza dimostrabile alla diffusione e all’aumento delle specie alloctone in tutta la Svizzera.
  • Durante le rilevazioni si è anche verificato se fosse possibile riconoscere l’influsso umano dal punto di vista visivo e olfattivo. In oltre la metà delle acque analizzate, gli esperti hanno trovato rifiuti e nei corsi e negli specchi d’acqua in cui defluiscono molte acque di scarico trattate vi era spesso schiuma e un odore innaturale.


Il rapporto completo con grafici sulle diatomee, è disponibile per il download qui
(solo in tedesco)


Stato delle piante acquatiche (macrofite)

Le piante acquatiche visibili a occhio nudo sono definite macrofite. Crescendo ancorate in un luogo specifico e vivendo diversi anni, mostrano i segni dell’influsso delle acque sul lungo termine.

  • Nel 56 per cento dei luoghi analizzati, le piante acquatiche presentavano uno stato di salute insufficiente, una valutazione rimasta pressocché costante durante il periodo di osservazione (v. grafico).
  • Si ipotizza che ciò sia da ricondurre perlopiù a un cambiamento di struttura e di forma delle acque, come per esempio una sistemazione o una correzione.


Il rapporto completo con grafici sulle piante acquatiche, è disponibile per il download qui
(solo in tedesco)

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