Alla luce dei risultati del rapporto di verifica redatto dall’Ufficio federale dell’energia, il 2 settembre 2026 il Consiglio federale ha deciso di rinunciare a un sostegno finanziario da parte della Confederazione. In un comunicato stampa, il Consiglio federale adduce come motivazione l’andamento incerto del mercato nazionale dell’idrogeno, unito alla mancanza di analisi affidabili. Ciò non consentirebbe di formulare ipotesi attendibili sull’evoluzione della domanda. Secondo il Consiglio federale, non è possibile dimostrare l’esistenza di un interesse pubblico prevalente né di un fallimento del mercato che potrebbero giustificare un sostegno statale. Inoltre, le disposizioni giuridiche vigenti non offrono una base giuridica sufficiente per un cofinanziamento o una garanzia da parte dello Stato. A tal fine, secondo il Consiglio federale, occorrerebbe innanzitutto creare una nuova base legale.
Secondo il comunicato stampa, il Consiglio federale ritiene ora che spetti in primo luogo al settore energetico e ai proprietari delle imprese (in particolare i comuni, le città e i cantoni) trovare una soluzione di finanziamento conforme al principio «chi inquina paga» per l’adeguamento del gasdotto di transito all’idrogeno.
Nel relativo comunicato stampa, il Consiglio federale afferma che ritiene importante il collegamento della Svizzera alla futura rete dell’idrogeno in Europa. Una nuova valutazione della richiesta dei promotori del progetto sarà quindi possibile in un secondo momento. Secondo il Consiglio federale, tuttavia, i presupposti per una nuova valutazione sono la disponibilità di un progetto maturo, un avvio avanzato del mercato dell’idrogeno e la presenza di analisi approfondite sull’evoluzione della domanda in Svizzera.
Comunicato stampa del Consiglio federale
PrĂĽfbericht ĂĽber die Notwendigkeit einer staatlichen Absicherung fĂĽr die ErtĂĽchtigung der Transitgasleitung fĂĽr Wasserstoff (in tedesco con riassunto del rapporto di verifica in italiano)
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