L'attuale legge sulla protezione delle acque è stata rivista nel 2011 e ha sancito a livello legislativo la rivitalizzazione di fiumi e laghi, la tutela degli spazi acquatici e il risanamento ecologico dell'energia idroelettrica. A distanza di 15 anni, secondo un bilancio tracciato dalla Federazione svizzera di pesca (FSP) in occasione di un evento pubblico, l’attuazione della legge è ancora ben lontana dagli obiettivi prefissati. La situazione dei pesci è allarmante, secondo la FSP: tre specie ittiche autoctone su quattro figurano nella Lista Rossa; sono a rischio, minacciate di estinzione o già estinte.
Per l’associazione è quindi urgente intervenire. Anziché singoli progetti di facciata, sarebbe necessario un risanamento ecologico capillare e nettamente più rapido dei corsi d’acqua, e i prossimi anni sarebbero decisivi per molti stock ittici. Per questo motivo, la FSP sta valutando tutte le possibili iniziative politiche. Tra queste, anche una nuova iniziativa popolare federale.
Oltre alle misure politiche, la FSP chiede l’attuazione coerente delle norme vigenti e ribadisce cinque richieste fondamentali:
La FSP riconosce l’importanza dell’energia idroelettrica per un approvvigionamento energetico sicuro e rinnovabile. Tuttavia, il risanamento ecologico degli impianti esistenti, previsto dalla legge, non deve essere rinviato. I corsi d’acqua naturali e ombreggiati, con habitat diversificati, affluenti freschi e un bilancio idrico il più possibile naturale («terreni spugnosi»), aiutano a contrastare il caldo e la siccità . La rivitalizzazione contribuisce quindi alla biodiversità e all’adattamento ai cambiamenti climatici.
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