Piattaforma per acqua, gas e calore
04. marzo 2019

Ritratto

IDA Bellinzona e della Riviera

Il Consorzio Depurazione Acque del Bellinzonese (CDAB) è stato costituito il 13 febbraio 1968 dal Consiglio di Stato per costruire e gestire l’impianto di depurazione delle acque e la rete di adduzione nel comprensorio consortile. Ne facevano parte i comuni di Arbedo-Castione, Bellinzona, Camorino, Giubiasco, Gorduno, Lumino, Monte Carasso e Sementina, ai quali si è successivamente aggiunto Pianezzo. Il Consorzio Depurazione Acque della Riviera (CDAR) é stato costituito il 21 luglio 1971 dai comuni della Riviera con lo scopo convogliare acque di scarico al depuratore di Giubiasco e assicurare l’efficienza dei propri impianti.

I lavori di realizzazione delle opere sono iniziati nel 1976 e il primo giugno del 1982 è entrato in funzione l’IDA di Giubiasco, inaugurato ufficialmente il 28 settembre 1985.

Il 18 dicembre 2013, a conclusione di uno studio aggregativo durato poco meno di tre anni, è poi nato il nuovo Consorzio Depurazione Acque del Bellinzonese e della Riviera (CDABR), ente di diritto pubblico nato dall’aggregazione dei precedenti CDAB e CDAR. All’impianto di depurazione accoglie pure le acque luride provenienti dalla Corporazione per l’impianto di depurazione della Mesolcina (CIDA).

IDA Giubiasco oggi

L’impianto di depurazione è del tipo meccanico-chimico-biologico. Questo significa che l’acqua convogliata al nostro impianto è sottoposta a tre tipi differenti di trattamento.

Il primo trattamento, di tipo meccanico, si suddivide a sua volta in tre fasi: Stazione di grigliatura, dissabbiatore e separatore di oli e grassi e decantazione primaria.

Durante il secondo trattamento, di tipo biologico, sono eliminate le sostanze inquinanti che non sono sedimentate nella fase meccanica. Questo procedimento avviene in apposite vasche con fanghi attivi. In queste vasche si procede pure con il terzo trattamento, di tipo chimico per l’eliminazione del fosforo. Ad oggi l’acqua in uscita ha una concentrazione media di fosforo totale pari a 0.45 mg/l.

Ha infine luogo una decantazione/separazione in una vasca finale, dopodiché le acque vengono convogliate nel fiume Ticino.

Una parte del fango attivo è reimmessa nel ciclo mentre il rimanente è eliminato con i fanghi primari che sono convogliati in due digestori di 3’000 metri cubi ciascuno a decomposizione anaerobica.

Questo procedimento riduce i fanghi ad un prodotto stabile facilmente disidratabile e contemporaneamente genera del biogas, il quale è immagazzinato in un gasometro per poi essere utilizzato quale propulsore in un motore, accoppiato a generatrice, per la produzione di energia elettrica e calore.

I fanghi “digeriti” sono infine trattati con una pressa centrifuga ed inceneriti nel termovalorizzatore dei rifiuti dell’Azienda cantonale dei rifiuti (ACR), recentemente edificato accanto al nostro impianto.

In futuro

Nell’immediato futuro il Consorzio dovrà far fronte ad un investimento per il miglioramento dalla qualità dell’acqua in uscita all’IDA. E’ attualmente in elaborazione il progetto, che prevede un investimento di ca. 2 milioni, per la costruzione di un impianto di filtrazione subito dopo la decantazione finale in modo da filtrare l’acqua prima dello scarico verso il fiume Ticino.

Un ulteriore investimento importante riguarda l’aggiornamento del piano generale di smaltimento delle acque (PGS) il cui capitolato d’oneri è attualmente in elaborazione e che permetterà di gestire i dati in maniera razionale ed in collaborazione con i nuovi enti locali, nati dalle recenti aggregazioni dei comuni del comprensorio consortile.

A seguito dell’aggregazione del Bellinzonese è anche previsto che il Consorzio sarà integrato nella AMB (Azienda Multiservizi Bellinzona). L’Azienda Multiservizi gestirà così il ciclo completo dell’acqua, dalla fonte alla sua depurazione.

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