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05. gennaio 2026

Consultazione sull'ordinanza sulla protezione delle acque

Sfruttare l'energia geotermica e proteggere le acque sotterranee

Con la revisione dell’ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc) si intende attuare la mozione 22.3702 «Futuro energetico attraverso un utilizzo sicuro delle possibilità di stoccaggio del sottosuolo». L’obiettivo è quello di utilizzare meglio il potenziale geotermico del sottosuolo senza compromettere la protezione delle acque sotterranee. L’ordinanza riveduta mira inoltre a precisare che i settori di protezione delle acque nonché le zone e le aree di protezione delle acque sotterranee possono essere limitate in altezza e profondità.

Da un lato, lo sfruttamento termico delle acque sotterranee con pompe di calore sta acquisendo sempre maggiore importanza in relazione all'obiettivo di zero emissioni nette fissato dal Consiglio federale. Secondo uno studio finanziato dall'Ufficio federale dell'energia, oggi viene sfruttato meno del 10 per cento del potenziale termico teoricamente disponibile e le acque sotterranee offrono anche un potenziale per lo stoccaggio stagionale del calore. D'altro canto, come indicato anche nella relazione esplicativa allegata alla consultazione, le acque sotterranee sono anche la più importante risorsa di acqua potabile della Svizzera, costituiscono un habitat ancora poco studiato per la fauna delle acque sotterranee e influenzano gli habitat superficiali come i corsi d'acqua, i biotopi sorgentizi, le torbiere e le zone paludose. La temperatura delle acque sotterranee è di fondamentale importanza per l'utilizzo dell'acqua potabile e la protezione delle importanti funzioni ecologiche.

Il progetto pubblicato dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni è l'attuazione della mozione 22.3702 «Futuro energetico attraverso un utilizzo sicuro delle possibilità di stoccaggio del sottosuolo». Essa richiede un adeguamento delle basi giuridiche affinché il potenziale geotermico del sottosuolo, compreso lo stoccaggio stagionale di calore, possa essere sfruttato in modo ottimale. Il progetto è in consultazione fino al 12 aprile 2026.

Modifiche fondamentali nella bozza

La modifica dell’OPAc introduce una distinzione tra acque sotterranee prossime alla superficie e acque sotterranee profonde in merito alla temperatura dell’acqua:

  • le esigenze relative alla temperatura delle acque sotterranee si applicano unicamente alle acque sotterranee prossime alla superficie, in cui la temperatura allo stato naturale è inferiore a 20 °C; 
  • per gli impianti che sfruttano termicamente acque sotterranee profonde con temperatura allo stato naturale superiore a 20 °C, gli oneri e le condizioni necessari a garantire la protezione delle acque sono determinati caso per caso per ciascun impianto. Nell’ambito di questa valutazione individuale, occorre fornire le prove necessarie a garantire la protezione delle acque e degli habitat.


L’esigenza relativa alla temperatura delle acque sotterranee prossime alla superficie rimane invariata in caso di riscaldamento, vale a dire in caso di apporto di calore o di prelievo di freddo. In molti casi, invece, è possibile un raffreddamento maggiore dell’acqua sotterranea a seguito di prelievo di calore o apporto di freddo.

Come in precedenza, la temperatura delle acque sotterranee prossime alla superficie può essere modificata in misura maggiore entro una certa distanza dal punto in cui avviene l’apporto o il prelievo di calore o freddo. Tale distanza è ora precisata nella OPAc con un massimo di 100 m.

Per gli impianti destinati allo sfruttamento termico di acque sotterranee prossime alla superficie che, a causa della loro elevata potenza termica, sono di grande interesse per la decarbonizzazione dell’approvvigionamento di calore, i Cantoni hanno ora la possibilità di concedere deroghe alla distanza massima consentita di 100 m di cui al numero 21 capoverso 3bis OPAc. Inoltre, sono definiti requisiti minimi per la protezione delle acque e degli habitat.

Vengono stabilite le esigenze e le prove eventualmente necessarie per l’esecuzione e il controllo dello sfruttamento termico del sottosuolo.

Affinché le aziende di approvvigionamento idrico possano adempiere agli obblighi previsti dalla legislazione sulle derrate alimentari per l’analisi dei rischi relativi alle loro risorse idriche, i Cantoni sono tenuti a garantire loro l’accesso alle informazioni necessarie sugli impianti per lo sfruttamento termico del sottosuolo.

In ogni caso occorre tenere presente che la competenza sull’utilizzazione delle acque spetta ai Cantoni. Anche quando tutti i requisiti della legislazione sulla protezione delle acque sono soddisfatti, i Cantoni non sono tenuti a rilasciare una concessione, ad esempio per lo sfruttamento termico di un corpo idrico sotterraneo.

Elaborazione della nuova regolamentazione

L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), in stretta collaborazione con l’Ufficio federale dell’energia (UFE), ha elaborato il presente progetto di modifica dell’ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc). Sono stati coinvolti anche altri uffici federali interessati, ovvero l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), swisstopo, la Conferenza dei servizi dell’ambiente (CCA), l’Associazione dei chimici cantonali vizzeri (VKCS), la Conferenza dei direttori cantonali dell’energia (EnDK), nonché il mondo scientifico con il Centre d’Hydrogéologie et de Géothermie (CHYN) dell’Università di Neuchâtel, l’Istituto per la ricerca sulle acque nel settore dei politecnici federali (EAWAG), insieme all’Associazione di categoria Geotermia Svizzera e all’Organizzazione delle aziende di approvvigionamento idrico (SVGW).

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