Il postulato 23.3020 della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale del febbraio 2023 chiede di chiarire come si possa sfruttare maggiormente il calore residuo prodotto da impianti quali quelli di incenerimento dei rifiuti urbani e i centri dati. La legislazione in materia di edifici è di competenza dei Cantoni. Il Consiglio federale considera quindi il Modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni (MoPEC) lo strumento centrale di riferimento per lo sfruttamento del calore residuo. I MoPEC sono proposte della Conferenza dei direttori cantonali dell’energia per norme energetiche nell’ambito degli edifici, che i Cantoni possono recepire nel proprio diritto cantonale. Il Consiglio federale raccomanda ai Cantoni in primo luogo di attuare le prescrizioni dei MoPEC in modo tale che al di sopra di una certa quantità il calore residuo che non possa essere evitato venga per quanto possibile ceduto. Se il diritto cantonale contiene prescrizioni sullo sfruttamento del calore residuo ed esiste una rete di teleriscaldamento, i Comuni possono modificare di conseguenza il proprio piano delle zone o disporre l’elaborazione di un piano di utilizzazione speciale.
Ulteriori misure come l’introduzione nel diritto federale di un obbligo di sfruttare il calore residuo non rientra secondo il Consiglio federale tra i provvedimenti prioritari. Un tale obbligo infatti non sarebbe efficace, tantomeno a livello federale, per incentivare lo sfruttamento del calore residuo. Inoltre, il Consiglio federale si oppone alla proposta di un obbligo di indicare nel piano direttore cantonale i siti in cui vengono generate grandi quantità di calore residuo.
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