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06. novembre 2026

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15 anni della legge sulla tutela delle acque

Federazione Svizzera die Pesca: è urgente intervenire per la tutela delle acque

In occasione del 15° anniversario dell’attuale legislazione sulla protezione delle acque, la Federazione svizzera di pesca ha invitato i rappresentanti politici e la popolazione a un evento per fare il punto della situazione. La valutazione della Federazione è chiara: le basi giuridiche sono valide, ma i progetti di rivitalizzazione e il risanamento ecologico dell’energia idroelettrica procedono con un ritmo decisamente troppo lento.

L'attuale legge sulla protezione delle acque è stata rivista nel 2011 e ha sancito a livello legislativo la rivitalizzazione di fiumi e laghi, la tutela degli spazi acquatici e il risanamento ecologico dell'energia idroelettrica. A distanza di 15 anni, secondo un bilancio tracciato dalla Federazione svizzera di pesca (FSP) in occasione di un evento pubblico, l’attuazione della legge è ancora ben lontana dagli obiettivi prefissati. La situazione dei pesci è allarmante, secondo la FSP: tre specie ittiche autoctone su quattro figurano nella Lista Rossa; sono a rischio, minacciate di estinzione o già estinte.

Per l’associazione è quindi urgente intervenire. Anziché singoli progetti di facciata, sarebbe necessario un risanamento ecologico capillare e nettamente più rapido dei corsi d’acqua, e i prossimi anni sarebbero decisivi per molti stock ittici. Per questo motivo, la FSP sta valutando tutte le possibili iniziative politiche. Tra queste, anche una nuova iniziativa popolare federale.

Più rapidità, più risorse, applicazione coerente

Oltre alle misure politiche, la FSP chiede l’attuazione coerente delle norme vigenti e ribadisce cinque richieste fondamentali:

  • Accelerare i progetti di rivitalizzazione: i 4'000 chilometri previsti devono essere rivitalizzati al più tardi entro il 2060 anziché solo nel 2090. A tal fine, occorre raddoppiare i fondi federali e revocare i tagli già decisi.
  • Garantire gli spazi per i corsi d’acqua: la delimitazione degli spazi per i corsi d’acqua deve essere completata al più tardi entro il 2030.
  • Riqualificare l’energia idroelettrica: occorre ripristinare la passabilità dei pesci e l’equilibrio del trasporto di sedimenti e ridurre gli effetti dannosi causati dall’alternanza di piene e magre – in linea di principio entro il 2030, entro il 2040 per i progetti complessi.
  • Proteggere la portata residua: sono indispensabili quantità sufficienti di portata residua; la SFV respinge un ulteriore indebolimento delle disposizioni.
  • Piano d’azione per rafforzare la fauna ittica: le specie e gli stock particolarmente minacciati necessitano di fondi aggiuntivi e di misure efficaci.

La FSP riconosce l’importanza dell’energia idroelettrica per un approvvigionamento energetico sicuro e rinnovabile. Tuttavia, il risanamento ecologico degli impianti esistenti, previsto dalla legge, non deve essere rinviato. I corsi d’acqua naturali e ombreggiati, con habitat diversificati, affluenti freschi e un bilancio idrico il più possibile naturale («terreni spugnosi»), aiutano a contrastare il caldo e la siccità. La rivitalizzazione contribuisce quindi alla biodiversità e all’adattamento ai cambiamenti climatici.

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