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10. ottobre 2019

Armonizzazione

Presa di posizione della SSIGA relativa al rapporto sul «Catasto svizzero delle condotte»

Alla luce delle varie esperienze raccolte dai membri dell’associazione con vari catasti cantonali delle condotte, la SSIGA accoglie le iniziative di armonizzazione del modello da parte della Confederazione.

Nella sua presa di posizione, la SSIGA accoglie sostanzialmente le iniziative di armonizzazione dei contenuti e dei dati in un catasto svizzero delle condotte (CCCH). In mancanza di armonizzazione, gli attuali e disomogenei sviluppi nei Cantoni non consentono di sfruttare sinergie nell’utilizzo dei dati né di individuare con precisione una futura evoluzione. La SSIGA riconosce inoltre che, con un CCCH, è possibile ottenere in modo rapido e sicuro una panoramica dei gestori degli impianti.

L’obbligo di documentazione per tutti i gestori degli impianti è già oggi chiaro e previsto. I gestori degli impianti ottemperano pienamente a questo compito sia sulla base delle disposizioni di legge che per la loro responsabilità verso la sicurezza e l’esercizio. La SSIGA non riesce a ipotizzare la situazione di «caos nel suolo» più volte illustrata nel rapporto e in diversi media. Gli impianti e i Comuni fanno enormi investimenti (di capitale e personale) nella loro documentazione in gran parte digitale, che tra l’altro contribuisce in misura incommensurabile alla sicurezza nei cantieri.

Come presupposto per il proprio supporto a un CCCH la SSIGA presenta pertanto le seguenti richieste:

Armonizzazione

L’armonizzazione tra i dati del catasto delle condotte (dati sul catasto) e un modello di dati CCCH viene accolta, a condizione che sia chiaramente definita la responsabilità per il modello di dati e le relative norme (in particolare la citata LKMap prevista nella norma SIA). La gestione contenutistica del modello deve essere garantita dalle associazioni professionali. La SSIGA con i suoi soci sostiene, in un unico CCCH, l’odierno modello di dati LKMap della SIA.

Requisiti di sicurezza

Gli impianti restano in ogni caso proprietari esclusivi delle informazioni sull’impianto. I dati corrispondenti vengono gestiti e inoltrati solo dagli impianti. I dati che vengono consegnati per un CCCH comprendono solo dati a livello di catasto delle condotte, mentre sono escluse informazioni sugli impianti. Gli impianti rispondono solo delle proprie informazioni sugli impianti, ma non dei dati presenti nel CCCH. È inoltre necessario regolamentare chiaramente e controllare l’utilizzo delle informazioni sul catasto delle condotte fornite a terzi e la documentazione delle informazioni fornite dal CCCH.

Come correttamente specificato nel rapporto, valgono requisiti di sicurezza particolari non solo per le infrastrutture militari, ma anche per quelle civili di vitale importanza. Di ciò bisogna tenere conto in caso di accesso ai dati del catasto. I dati del catasto possono essere forniti solo in presenza di un interesse legittimo e solo in aree geograficamente delimitate. La nota secondo cui per eventuali altre tappe è possibile verificare il principio del livello di autorizzazione d’accesso B per i dati del catasto deve essere eliminata.

 

 

Finanziamento

Dal punto di vista finanziario non si tiene conto del più grande blocco di costi che viene generato per i proprietari degli impianti o che deve ancora essere sostenuto. È invece necessario indicarlo in tutte le quote di spese e di utilizzo illustrate nel rapporto. Sebbene i proprietari degli impianti documentino già oggi le informazioni sugli impianti, non esistono norme indicanti che ciò deve essere fatto in formato digitale. Un eventuale finanziamento iniziale ai proprietari degli impianti per la prima stesura o la digitalizzazione deve in ogni caso tenere conto anche dei proprietari che hanno già svolto questi lavori. In ogni caso sono richieste pari condizioni e trasparenza per tutti i soggetti coinvolti. Il finanziamento dell’intero progetto è documentato in modo assolutamente inadeguato e deve essere elaborato in dettaglio prima di prendere qualsiasi decisione.

Dati 3D

Il maggior dispendio finanziario per gli adeguamenti del modello, la registrazione dei dati e l’aggiornamento dei dati in 3D, che devono effettuare soprattutto i proprietari degli impianti, è sottovalutato. Prima dell’introduzione obbligatoria è assolutamente necessario verificare la convenienza e il sostegno di tutti i proprietari degli impianti.

Economicità di un catasto nazionale delle condotte

I costi supplementari dovuti all’elaborazione e al successivo funzionamento di un CCCH non saranno a carico degli impianti. Fatto salvo il modello uniforme di dati, i committenti che operano a livello locale o anche le aziende locali non traggono alcun beneficio da un CCCH. Il catasto delle condotte serve solo per le pianificazioni di massima. Anche se quanto riportato nel concetto è leggermente diverso, per le progettazioni continueranno a essere necessarie le informazioni dettagliate sugli impianti fornite dai proprietari degli impianti. Un catasto delle condotte non può fornire informazioni vincolanti e legalmente conformi.

Modello organizzativo

La SSIGA supporta solo il modello cantonale. L’elaborazione di un CCCH non deve aggravare ulteriormente gli sforzi dei Cantoni per l’elaborazione dei catasti cantonali. Le diverse gerarchie si dovrebbero integrare in modo ottimale attraverso l’inoltro dei dati dal Cantone al CCCH. Molti Cantoni hanno già dei portali cantonali nei quali il catasto delle condotte è stato o viene integrato.

Sia l’assicurazione della qualità che l’indicazione di dati qualitativi per gli utenti dei dati CCCH competono a swisstopo. Eventuali ridondanze, dovute per esempio a diversi indirizzi di fornitura presso la Confederazione e il Cantone, non sarebbero accettate in nessuno dei modelli organizzativi proposti.

Copertura capillare

Sul versante della copertura capillare ci si chiede se debbano essere comprese anche le aree private, senza le quali non si potrebbe tenere adeguatamente conto dei siti contaminati delle infrastrutture di approvvigionamento e smaltimento (ad es. sonde geotermiche, serbatoi dell’olio ecc.). Le aree pubbliche e quelle delle aziende federali devono essere obbligatoriamente tenute in considerazione.

Riduzione del rischio di danni

Le argomentazioni secondo cui un catasto nazionale delle condotte consentirebbe di evitare gravi danni all’infrastruttura devono essere messe in discussione. Le esperienze dimostrano che, anche con una maggiore sensibilizzazione delle aziende di costruzione, tra l’altro anche verso le condotte interrate, si continuano a verificare danni.

Pianificazione del territorio sullo sfondo

Il catasto delle condotte raffigura un settore che arriva fino a circa due metri sotto il suolo. Le tematiche menzionate nei capitoli 1.3.3 (Pianificazione nel sottosuolo) e 1.3.4 (Proprietà nel sottosuolo) hanno solo scarsa rilevanza ai fini del catasto delle condotte. Il catasto delle condotte non riporta tutto ciò che si trova nel sottosuolo.

Pianificazione digitale

Quanto riportato e dichiarato in merito alla pianificazione digitale, al 3D e al BIM è sostanzialmente contraddittorio e non rientra nella tematica del catasto delle condotte. Il catasto delle condotte svizzero consentirà di incentivare solo in lieve misura la pianificazione digitale.

Qui si trova documentazione completa sulla pagina Internet della Confederazione!

 

 

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