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20. giugno 2022

Ordinanza sulla protezione delle acque

I miglioramenti nella protezione delle acque diventano concreti

Il 13 aprile 2022, il Consiglio federale ha avviato la consultazione sulla revisione dell'ordinanza sulla protezione delle acque. Serve una migliore protezione dell'acqua potabile e delle acque di superficie dai pesticidi. Ciò dovrebbe rafforzare la disponibilità garantita di acqua potabile di alta qualità e contribuire alla conservazione della biodiversità. La SSIGA partecipa alla procedura di consultazione e richiede alcuni adeguamenti.
Rolf Meier 

Nella sessione primaverile 2021 il Parlamento ha approvato, con l'iniziativa parlamentare 19.475, nelle modifiche di legge, la legge sui prodotti chimici, la legge sulla protezione delle acque e la legge sull'agricoltura con l'obiettivo di ridurre del 50% entro la fine del 2027 i rischi legati all'impiego di prodotti fitosanitari (PF).

Il Parlamento ha ora integrato la legge sulla protezione delle acque sulla base della legge federale sulla riduzione dei rischi derivanti dall'impiego di pesticidi. L'autorizzazione di un pesticida viene ora riesaminata e adeguata laddove superi «ripetutamente» e «ampiamente« i valori limite stabiliti nei corsi d’acqua. Secondo l'attuale proposta di revisione dell'OPAc, ciò dovrebbe avvenire qualora per due anni su cinque consecutivi un PF presenti valori massimi superati in almeno tre cantoni, cinque corsi d'acqua e il cinque per cento delle acque analizzate.

Inoltre, operando controlli e, se necessario, successivi risanamenti dei luoghi di riempimento e di lavaggio, il Consiglio federale intende garantire che i prodotti fitosanitari non possano più penetrare nelle acque e causare danni nei luoghi in cui vengono riempiti o puliti gli erogatori di prodotti fitosanitari. Ciò dovrebbe avvenire entro la fine del 2028.

Infine, il Consiglio federale intende rafforzare l'attuazione della legge sulla protezione delle acque. Dal 1972, i cantoni hanno l'obbligo di delimitare le zone di protezione intorno alle captazioni di acqua potabile. In questo modo, ad esempio, si garantisce che non vengano costruite strade o case direttamente dove viene prelevata acqua potabile preziosa. Inoltre, in queste zone non può essere sparso alcun tipo di stallatico. Per circa un terzo delle captazioni di acqua potabile, i cantoni devono ancora definire o adeguare le zone di protezione. I cantoni devono, pertanto, essere obbligati a delimitare le zone di protezione mancanti entro la fine del 2030 e le misure di protezione non adottate devono essere attuate al più tardi entro la fine del 2034.

La SSIGA, di concerto con la sottocommissione Acqua (W-HK) e altri rappresentanti del settore, ha formulato una risposta alla consultazione in cui accoglie in linea di principio gli adeguamenti proposti, in particolare l'attuazione dell'art. 9, par. 3 dell'OPAc per la verifica dell'omologazione dei PF in caso di superamento ampio e ripetuto dei valori limite.

Riteniamo indispensabile migliorare e integrare il progetto nei seguenti ambiti:

  • Le disposizioni transitorie relative al controllo e al risanamento dei punti di riempimento e di lavaggio dei PF ci sembrano troppo lunghe. Già oggi i cantoni sono tenuti a controllare regolarmente le aziende agricole. Pertanto, un periodo di quattro anni per un impegno esistente è eccessivo. La SSIGA chiede, pertanto, che i rilevamenti e i controlli siano conclusi al più tardi entro la fine del 2024. Nei punti in cui le acque reflue inquinate da prodotti fitosanitari vengono scaricate o possono infiltrarsi in un corso d'acqua o in un impianto comunale di depurazione delle acque reflue, le carenze devono essere eliminate immediatamente, al più tardi entro il 31 dicembre 2026, a seconda della gravità del rischio per i corsi d’acqua.
  • Anche i termini per la delimitazione delle zone di protezione, conformemente a quanto previsto dalla legge, sono troppo lunghi, tanto più che l'obbligo di delimitare le zone di protezione esiste già dal 1972 e i relativi compiti esecutivi non sono stati affrontati con sufficiente coerenza. Chiediamo, pertanto, una riduzione dei termini di almeno due anni.
  • La SSIGA ritiene che le attuazioni dell'art. 9, par. 3, della GSchG vadano nella giusta direzione. Tuttavia, con la regolamentazione proposta sussiste il rischio che i risultati dipendano dalla rete di misurazione, motivo per cui la SSIGA propone che il superamento dei valori massimi in tre cantoni e cinque corsi d'acqua comporti già una verifica e un adeguamento dell'omologazione di un PF.

La procedura di consultazione relativa alla revisione dell'OPAc continuerà fino al 10 agosto 2022.

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