EurEau ha fornito informazioni sulle attività e sulle priorità del segretariato. Tra i temi di competenza dell’EU1 figurano attualmente: la revisione della direttiva sull’acqua potabile, la direttiva sui nitrati, l’autorizzazione semplificata dei pesticidi, la normativa comunitaria RoHS e la proroga della deroga per l’uso di lampade UV contenenti mercurio, nonché la promozione dei centri dati senza tenere conto del consumo idrico ad essi associato.
Nel settore delle acque di scarico con impatto sull’approvvigionamento di acqua potabile, si tratta della direttiva sul trattamento delle acque di scarico, della regolamentazione dei prodotti fertilizzanti e dell’economia circolare (spandimento dei fanghi di depurazione). Nell’ambito tematico «Diritto ed economia» vengono attualmente trattati temi quali le valutazioni di impatto ambientale per le imprese, gli appalti pubblici o la resilienza delle infrastrutture critiche.
La task force PFAS di EurEau si sta attualmente occupando della proposta dell’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) relativa a una restrizione generale dei PFAS, nonché di uno studio della Commissione europea sulle possibili tecniche di rimozione e distruzione dei PFAS e sulla responsabilità estesa del produttore per il finanziamento del trattamento. Dallo studio emerge che la rimozione di un grammo di PFAS dall’acqua potabile costa fino a 27'000 euro e comporta l’emissione di fino a 21 tonnellate di CO2.
Inoltre, il segretariato si occupa di tematiche relative alla digitalizzazione, alla resilienza, al finanziamento sostenibile e alla rendicontazione. Dal 2017 viene condotta ogni cinque anni un’indagine statistica sul settore idrico europeo. Alla fine di giugno 2026 è stato pubblicato l’ultimo rapporto «Europe’s Water in Figures - An overview of the European drinking water and waste water sectors». Anche la SVGW ha fornito dati a tal fine.
EurEau intende lanciare una campagna a livello europeo per promuovere l’acqua del rubinetto. Deve essere chiaro che in tutta Europa l’acqua del rubinetto locale è la bevanda dissetante migliore, più gustosa, più conveniente e più sostenibile.
Anche la grave siccità che ha colpito l’Europa quest’anno è stata oggetto di discussione: in molti paesi già a maggio si sono verificate situazioni eccezionali che hanno portato a una carenza idrica locale. Pertanto, anche il tema dell’approvvigionamento efficiente di acqua potabile e della riduzione al minimo delle perdite idriche rimane all’ordine del giorno in seno a EurEau. Tuttavia, vi è grande disaccordo su come misurare l’efficienza idrica e su quali obiettivi debbano essere raggiunti dai vari paesi. Ad esempio l’imposizione di percentuali fisse per l’aumento dell’efficienza penalizzerebbe i paesi che già ora sono esemplari.
Anche il TFA è un tema trattato da diverse agenzie dell’UE. Sulla base dell’analisi dei documenti pubblicati nell’UE, gli esperti di EurEau giungono alla conclusione che il valore limite per il TFA nell’acqua potabile potrebbe essere fissato a 10 µg/l o superiore.
In una conferenza tenuta da Hans Peter Arp dell’Istituto Geotecnico Norvegese sul tema dei PFAS e del TFA, è emerso chiaramente che, per le sostanze tossiche persistenti e mobili (PMT), solo un’eliminazione sistematica alla fonte può garantire una protezione efficace dell’acqua potabile. Se si deve ricorrere a un trattamento, questo deve avvenire nel luogo in cui si generano le emissioni e non solo in fase di trattamento dell’acqua potabile.
L’OMS ha redatto un rapporto su incarico dell’UE per la valutazione dei metaboliti dei pesticidi. In esso viene proposto un approccio basato sul rischio, che include la definizione di valori massimi specifici per i metaboliti. In un altro studio, l’OMS sta esaminando gli effetti sulla salute dei PFAS assunti attraverso l’alimentazione e sta cercando di ricavarne valori massimi nei prodotti alimentari. Entrambe le relazioni sono disponibili in bozza e saranno pubblicate solo dopo una consultazione all’interno degli organi dell’UE.
In relazione ai metaboliti dei pesticidi, sono state discusse anche le possibilità di rimuoverli dall’acqua. Non solo i costi di un trattamento più approfondito sono notevoli, ma occorre anche tenere conto del fatto che, allo stato attuale della tecnica, l’osmosi inversa rappresenta la soluzione tecnicamente fattibile su larga scala. Se tali sostanze non possono essere separate con questo metodo, attualmente non sono disponibili altri processi su larga scala per rimuoverle in modo mirato dall’acqua. L’eliminazione alla fonte rimane quindi ancora più importante. In futuro, gli aspetti tecnici dovranno essere integrati meglio nella posizione di EurEau, poiché le argomentazioni relative ai costi sembrano avere un effetto insufficiente.
Infine, dalla Danimarca è emerso che il Paese ha deciso di abbassare il valore limite per i nitrati a 6 mg/l, nonostante in alcune regioni l’attuale carico di nitrati nelle acque sotterranee si attesti a 50 mg/l. La decisione è stata motivata da uno studio che correla l’elevato contenuto di nitrati con casi di cancro. Non è ancora chiaro come verranno attuate tali disposizioni. Gli altri paesi respingono un valore limite così rigoroso, in particolare perché non è possibile stabilire con certezza l’evidenza scientifica del nesso tra il rischio di cancro e la concentrazione di nitrati nell’acqua potabile.
EurEau si impegna affinché venga stabilita una valutazione uniforme per i materiali a contatto con l’acqua potabile in Europa. Gli attuali requisiti per i prodotti realizzati in loco, come ad esempio il calcestruzzo o i rivestimenti cementizi, richiedono a partire dal nuovo anno un’ulteriore verifica/certificazione di queste singole applicazioni. Secondo EurEau (e la DVGW condivide questo punto di vista), tale onere non è ragionevole. Si dovrà quindi adoperarsi affinché l’idoneità all’uso con l’acqua potabile di tali prodotti realizzati in loco non debba essere dimostrata mediante una verifica individuale in cantiere.
È stato presentato e promosso il prossimo Swiss EurEau Water Summit, in programma il 21 ottobre a Zurigo. La prossima riunione dell’EU1 si terrà nell’ambito del congresso a Zurigo.
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