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20. agosto 2026

VSA-Blog

PFAS nelle acque reflue e responsabilità estesa del produttore: l’Europa alla ricerca di un nuovo equilibrio

La presenza delle “sostanze eterne” PFAS nelle acque reflue rappresenta una delle principali sfide ambientali emergenti per il settore idrico. A livello europeo il dibattito negli ultimi anni si è progressivamente spostato da una logica basata esclusivamente sul trattamento delle acque e sostegno dei costi a valle verso una più ampia riflessione sul principio “chi inquina paga”.
Mauro Suà 

Al centro della discussione vi è la nuova direttiva Urban Waste Water Treatment Directive (UWWTD), in vigore da gennaio 2025, che introduce il principio di Extended Producer Responsibility (EPR) per finanziare parte dei costi di rimozione dei microinquinanti. L’impostazione di fondo è semplice: i costi della rimozione non dovrebbero gravare solo sui cittadini, bensì sui settori (industria cosmetica e farmaceutica) che generano tali contaminanti. La direttiva prevede infatti che i produttori saranno tenuti a coprire almeno l’80% dei costi di investimento e di gestione associati al trattamento quaternario destinato alla rimozione dei microinquinanti. Il quarto stadio di depurazione non è stato sviluppato specificamente per i PFAS e riesce a rimuovere tali sostanze solo in misura limitata.

Il dibattito sui PFAS deve quindi andare oltre la questione tecnica della depurazione delle acque ed includere il principio fondamentale di giustizia ambientale. La nuova direttiva tenta di spostare il baricentro verso i produttori delle sostanze inquinanti. Se questo approccio verrà confermato e ampliato anche ai PFAS, l'Europa potrebbe inaugurare una nuova stagione della politica ambientale, nella quale la responsabilità economica accompagna l'intero ciclo di vita dei prodotti. Resta da vedere se la normativa darà buoni risultati nella pratica o se lunghi procedimenti giudiziari ne bloccheranno l’attuazione.

La Svizzera non è soggetta alla UWWTD. Per il finanziamento del quarto stadio di depurazione abbiamo scelto un approccio pragmatico e solidale: attraverso una tassa sulle acque reflue destinata allo scopo specifico, tutti gli impianti di depurazione finanziano congiuntamente l’ampliamento di alcuni impianti selezionati. Questo modello ha consentito il rapido ampliamento degli impianti di depurazione interessati ed è considerato, a livello internazionale, un esempio da seguire per un’attuazione efficiente della protezione delle acque.

Il tema dei PFAS verrĂ  trattato al prossimo Swiss EurEau Water Summit che si terrĂ  il 21 ottobre a Zurigo. Saremo lieti di accogliervi a questo congresso internazionale.

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