Il 18 marzo 2026, in occasione dell’evento VSA, ben 70 professionisti e responsabili decisionali hanno discusso della coesistenza dei sistemi centralizzati e decentralizzati per lo smaltimento delle acque di scarico. Dalla discussione sono emerse modalità e strategie sulla migliore integrazione possibile in futuro tra la gestione locale e lo smaltimento centralizzato delle acque di scarico.
Durante l’evento è emerso chiaramente che, da un lato, per assicurare uno smaltimento ottimale, funzionale ed economico delle acque di scarico, è necessaria una stretta interazione tra infrastrutture centralizzate e infrastrutture decentralizzate. Dall’altro, diversi relatori hanno spiegato che le nuove soluzioni locali e le nuove tecnologie non sono concepite esclusivamente per lo smaltimento, ma in particolare anche per il recupero di energia e materie prime.
Smaltimento delle acque di scarico nelle zone rurali
Nell’introduzione Stefan Hasler (VSA), Tabea Schutter (SEN Friburgo) e Richard Haueter (AWEL Zurigo) hanno presentato il quadro giuridico e lo stato dell’esecuzione di autorizzazioni e del monitoraggio dei piccoli impianti di depurazione delle acque (KLARA). Aline Hayoz-Andrey (SAC), Pauline Dayer e Marius Klinger (Aneco) come pure Reto Manser (AWA Bern) hanno poi illustrato alcuni esempi concreti di KLARA.
Una difficile sfida derivante dai piccoli impianti di depurazione è che i gestori hanno spesso una conoscenza limitata dei propri impianti ed è difficile garantire che siano sempre in buone condizioni di funzionamento. Una nota positiva è che nel Cantone di Zurigo, ad esempio, circa il 90% di questi piccoli impianti soddisfa i requisiti vigenti grazie a un onere d’esecuzione notevole.
Ulteriore sviluppo degli impianti locali per le acque di scarico
Bastian Etter (VUNA), Kai Udert (Eawag), Christoph Bitterli (AfU Soletta) e Philipp Beutler (Hunziker Betatech AG) hanno mostrato come sarà il futuro dello smaltimento delle acque di scarico.
Una tendenza diffusa oggi per i KLARA va in direzione dei sistemi a ciclo chiuso: le norme internazionali come ISO 30500 e DIN 30762 tengono già oggi conto del riutilizzo delle risorse, sotto forma di fertilizzanti o di acqua a uso industriale. Per quanto riguarda la capacità depurativa richiesta dalle norme, il criterio di valutazione decisivo su cui verte l’attenzione è soprattutto la riduzione dei carichi inquinanti. Il raggiungimento di determinate concentrazioni in uscita può essere un criterio aggiuntivo, che tuttavia non ha un ruolo rilevante per tutti gli impianti locali per acque di scarico (es. NoMix Toilet o toilette a secco con separazione).
Monitoraggio degli impianti locali per le acque di scarico
In futuro, la funzionalità dovrà essere garantita non solo per i KLARA nelle aree rurali, ma in generale anche per gli impianti per il trattamento delle acque di scarico (a prescindere da dove si trovano). I sistemi decentralizzati sono una componente particolarmente importante nel settore delle canalizzazioni in relazione all’economia circolare e al controllo dinamico dei deflussi e dei carichi inquinanti negli attuali impianti per le acque di scarico. Ciò richiede modifiche all’obbligo di allacciamento.
Approfondimento nei world-cafè
Le questioni fondamentali relative allo smaltimento delle acque di scarico di domani sono state esaminate in vari world café. Un modello di governance in cui tutti gli impianti di depurazione delle acque di scarico sono di proprietà di (o almeno gestiti da) un’associazione e dove è prevista per tutti una tariffa standard per le acque di scarico è stato valutato in maniera prevalentemente positiva. Più critico è stato il giudizio sulla diffusione di toilette a secco su larga scala, soprattutto per i possibili problemi di accettazione da parte della popolazione.
Dai world-café sono scaturite anche raccomandazioni per la VSA, per l’UFAM e i Cantoni, che riassumiamo qui di seguito.
Raccomandazioni per la VSA
Dal momento che l’opuscolo VSA «Acque di scarico nelle zone rurali» dovrà essere sottoposto a revisione nei prossimi anni, i partecipanti hanno richiesto le modifiche seguenti:
- Campo d’applicazione: in futuro le linee guida non dovrebbero essere limitate alle zone rurali, bensì estese anche ai sistemi a ciclo chiuso (a prescindere dall’obbligo legale di allacciamento nell’ambito delle canalizzazioni pubbliche).
- Forma della pubblicazione: la cartella esistente dovrà essere sostituita da un documento online modulare, che possa essere facilmente aggiornato e ampliato.
- Nuove dimensioni di monitoraggio per toilette a separazione: sul versante delle emissioni è d’importanza primaria prevedere un requisito relativo alla riduzione dei carichi inquinanti. Questo parametro di monitoraggio dovrebbe essere integrato, sul versante delle immissioni, da limiti di concentrazione che tengano conto della protezione dell’ecosistema ricettore (acqua o suolo/acque sotterranee).
- Requisiti più severi relativi al monitoraggio: secondo le attuali linee guida, le acque di scarico depurate nei piccoli impianti di depurazione devono essere analizzate «almeno una volta all’anno». È necessario rendere questo requisito minimo più severo. Nel caso ideale, nei nuovi impianti si dovrebbero implementare anche un sistema di allarme e un monitoraggio online delle grandezze di misurazione, in grado di mostrare cambiamenti sfavorevoli in un impianto locale senza costi eccessivi (ad es. il consumo di energia, il livello dell’acqua, vedi fig. 1).
- Norme relative alla ragionevolezza dei costi di allacciamento: alcuni Cantoni auspicano indicazioni uniformi per il calcolo dei costi di allacciamento, in modo da evitare che l’allacciamento possa essere aggirato con una «offerta di compiacenza».
B.: con il modello di governance di cui sopra, la questione della «ragionevolezza» risulterebbe superflua, perché il gestore pubblico decide secondo i propri criteri qual è la soluzione migliore per il rispettivo bacino gravitante, sia a livello tecnico che in termini di costi.
Inoltre, secondo alcuni partecipanti la VSA dovrebbe istituire un programma di formazione per le imprese di manutenzione e i gestori degli impianti locali di depurazione delle acque di scarico adeguato al pubblico di riferimento, analogamente a quanto avviene in Germania e in Austria.
Raccomandazioni per i Cantoni
I partecipanti hanno constatato che diverse questioni concernenti l’esecuzione sono gestite dai Cantoni in maniera molto differenziata. Per armonizzare questi aspetti, già molti anni fa i Cantoni si sono organizzati in un gruppo di lavoro intercantonale per lo smaltimento delle acque urbane e uno per gli IDA. Né l'uno né l’altro gruppo di lavoro si occupano attualmente delle questioni relative allo smaltimento delle acque di scarico nelle aree rurali. Sarebbe altamente auspicabile che in futuro un gruppo di lavoro intercantonale si riunisse regolarmente per discutere, ad esempio, delle questioni relative all’esecuzione:
- Acque riceventi: alcuni Cantoni prediligono l’infiltrazione delle acque di scarico depurate, dal momento che in tal modo tali acque vengono ulteriormente depurate attraverso un passaggio soprasuolo. In altri Cantoni è prevista solo l’immissione in un corpo idrico, il che limita i campi d’impiego per gli impianti locali o comporta costi aggiuntivi per la posa di condotte.
- Trasferimento di conoscenze: molti Cantoni dispongono di vaste conoscenze in merito all’esecuzione della protezione delle acque nelle zone rurali. I vari Cantoni hanno esperienze diverse. Sarebbe altamente auspicabile che i Cantoni si confrontassero regolarmente riguardo a questi aspetti e, se possibile, trovassero un’intesa su una pratica comune.
- Aggiornamento dell’elenco di possibili fornitori: sul suo sito web la VSA mette a disposizione un elenco di possibili fornitori, utile in particolare per raccogliere informazioni e supportare i privati nella progettazione di piccoli impianti di depurazione delle acque. Tuttavia, la VSA stessa non dispone di conoscenze pratiche in merito al relativo aggiornamento. Questo potrebbe essere un punto all’ordine del giorno standard di un apposito gruppo di lavoro intercantonale.
Raccomandazioni all’attenzione dell’UFAM
I partecipanti hanno criticato diversi punti che dovrebbero essere affrontati nella prossima revisione della legge sulla protezione delle acque:
- Obbligo di allacciamento aperto a tutte le tecnologie: cresce la pressione politica riguardo a un’attenuazione dell’attuale obbligo di allacciamento alla canalizzazione centrale a favore di un futuro obbligo di allacciamento a una rete fognaria a gestione pubblica. Prima che il Parlamento chieda un allentamento tramite mozione, l’UFAM potrebbe adottare un approccio lungimirante per una regolamentazione adeguata nello spirito del principio «gouverner, c’est prévoir». Con il coinvolgimento di Cantoni, associazioni e Comuni, si potrebbe definire un possibile modello di governance concreto, in cui tutti gli impianti di depurazione delle acque di scarico all’interno del bacino gravitante di un IDA centrale siano di proprietà di un’unica organizzazione e tutti i proprietari dei fondi paghino una tariffa uniforme per le acque di scarico. La legge dovrebbe fissare obiettivi ambiziosi per la protezione e l’igiene dell’acqua, lasciando tuttavia alle autorità cantonali/regionali e ai gestori dei sistemi la possibilità di decidere come raggiungerli. Ad esempio, potrebbe essere richiesto un allacciamento a un sistema pubblico per le acque di scarico, ma non necessariamente alla canalizzazione. Allo stesso tempo è opportuno che il riutilizzo dei flussi di acque di scarico sia consentito all’interno di condizioni quadro chiaramente definite.
- Valutazione di impianti pilota: diversi Cantoni hanno autorizzato «impianti pilota» nel settore delle canalizzazioni pubbliche. Una valutazione delle esperienze operative o delle capacità depurative di questi impianti condotta su scala nazionale potrebbe fornire indicazioni preziose in vista di un eventuale allentamento dell’obbligo di allacciamento.
- Infiltrazione e irrigazione con acque di scarico depurate: cresce la pressione per l’utilizzo di acque di scarico depurate, tra l’altro per uso agricolo. I partecipanti propongono che l’UFAM individui soluzioni sostenibili oltre l’attuale strategia nazionale sulla gestione delle risorse idriche. Occorre inoltre stabilire se gli stessi requisiti debbano continuare ad essere applicati a tutte le acque sotterranee (parola chiave: altri settori vs. settore Au).

Fig. 1: Gli impianti locali per le acque di scarico saranno in futuro idealmente monitorati tramite una semplice app, che avvisa anche il proprietario qualora una variabile misurata dovesse non corrispondere a un parametro di monitoraggio. L’esempio mostrato è stato generato con ChatGPT.
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