Esecuzione per le acque di scarico contaminate da PFAS provenienti da aziende industriali e artigianali
Le PFAS sono un gruppo di diverse migliaia di composti utilizzati in numerosi processi e generalmente noti come «sostanze chimiche perenni». A causa della loro tossicità , del bioaccumulo e della scarsa degradabilità , sono problematiche per le nostre acque. Oltre all’agricoltura e alle economie domestiche, anche aziende industriali e artigianali utilizzano prodotti contenenti PFAS. Tuttavia, oggi si sa poco del loro ambito di applicazione, ovvero dove e quanto queste sostanze vengono utilizzate dalle aziende. Data questa complessità , non è chiaro in che modo le autorità esecutive competenti debbano gestire le acque di scarico contaminate da PFAS.
Diversi interventi parlamentari sollecitano la Confederazione e i Cantoni preposti all’esecuzione affinché adottino una normativa efficace sulla diffusione di queste sostanze nell’ambiente. Ad oggi non esistono però requisiti numerici né uno «stato della tecnica» uniforme riguardo all’eliminazione delle PFAS dalle acque di scarico industriali e artigianali.
Individuazione della necessità di intervento
Nel CC abbiamo esaminato la richiesta di requisiti numerici vincolanti riguardo all’evacuazione delle acque di scarico contaminate da PFAS, facendo presente che, attualmente, non esiste una base di dati affidabile per determinare i valori. L’esecuzione per le acque di scarico contaminate da PFAS potrà essere concretizzata solo quando sarà disponibile una documentazione adeguata.
Per poter offrire al più presto strumenti orientati alla pratica, vogliamo portare avanti il lavoro necessario in collaborazione con la CCA, l’UFAM, la piattaforma VSA Tecnologie per la rimozione dei microinquinanti, i Cantoni e altri attori.
Elaborazione di una proposta
In quest’ottica abbiamo elaborato una proposta per i prossimi passi da compiere e identificato in sostanza tre pacchetti di lavoro.
Il pacchetto di lavoro «Basi e gestione dei dati» mira a raccogliere le conoscenze sulla presenza di PFAS nelle acque di scarico industriali e artigianali e in altre acque di scarico contaminate, sulla base delle conoscenze teoriche e delle misurazioni disponibili. Questo consentirà di indentificare le lacune presenti nelle conoscenze e colmarle in modo mirato. Il gruppo di lavoro sta inoltre allestendo le istruzioni per il campionamento e l’analisi delle PFAS, in modo da poter raccogliere dati di misurazione comparabili e affidabili.
Il secondo pacchetto di lavoro mira a sviluppare lo stato della tecnica riguardo all’eliminazione delle PFAS nelle acque di scarico provenienti dall’industria e dall’artigianato. Accorpando le basi scientifiche e le esperienze pratiche raccolte dalle aziende, oltre a valutare le procedure tecniche, il gruppo di lavoro creerà una guida pratica per la rappresentazione dello stato della tecnica. A tal fine, il gruppo sta sviluppando un catalogo trasparente di criteri che definiscono le condizioni in cui le tecnologie di trattamento delle PFAS possono essere considerate lo stato della tecnica e, se necessario, avvierà i relativi progetti pilota. Il gruppo di lavoro è inoltre a disposizione dei vari gruppi di interesse e fornisce consulenza su questioni concrete relative alle tecnologie di trattamento.
Il terzo pacchetto di lavoro prevede lo sviluppo di una serie di regolamenti per l’esecuzione orientati alla pratica.
Gli esperti della VSA, della CCA e dell’UFAM stanno attualmente discutendo questi pacchetti di lavoro e le condizioni quadro organizzative e stanno definendo insieme le fasi successive. Ad esempio, in primavera un gruppo di affiancamento interdisciplinare dovrà concretizzare ulteriormente le varie fasi di lavoro al fine di portarne avanti l’attuazione in modo mirato.
Nota tecnica Veicoli elettrici: Acqua di spegnimento e di raffreddamento in presenza di incendi
Nei veicoli elettrici si impiegano prevalentemente batterie agli ioni di litio, che contengono anche metalli e composti organici. Queste batterie hanno un’alta densità di energia e, in caso di surriscaldamento, possono innescare il cosiddetto «thermal runaway» (fuga termica) che causa incendi di particolare intensità . In caso di incendio, tali veicoli devono essere spenti o raffreddati con grandi quantità di acqua, generando acque di spegnimento/di raffreddamento contaminate da metalli e composti organici, che possono rappresentare un pericolo per l’acqua, il suolo e gli impianti di depurazione delle acque di scarico (IDA). In una nuova nota tecnica il CC ha pubblicato raccomandazioni per la gestione delle acque di spegnimento e di raffreddamento, i piazzali di deposito per veicoli elettrici coinvolti in incidenti o in incendi nonché le aree di parcheggio o di stoccaggio. La nota tecnica si rivolge ai rappresentanti delle autorità , agli utenti e ai proprietari dei piazzali di deposito, alla polizia e ai vigili del fuoco. È disponibile sul sito web VSA in tedesco, francese e italiano.
Primi certificati per specialista BUS
A fine anno abbiamo potuto rilasciare i primi certificati a specialisti nella protezione dell’ambiente in azienda (BUS). Il certificato viene rilasciato a coloro che completano con successo i quattro esami finali dei corsi specialistici Acque di scarico industriali, Rifiuti industriali, Impiego sicuro di sostanze pericolose per le acque e Smaltimento delle acque dei fondi nell’industria e nell’artigianato. Ulteriori informazioni sui corsi BUS e sul certificato per specialisti sono disponibili su https://vsa.ch/it/corsi-e-conferenze/formazione-sulla-protezione-dellambiente-in-azienda-2/
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