La siccità, il caldo e le piogge intense mettono sempre più sotto pressione i corsi d’acqua, gli insediamenti, l’agricoltura e l’approvvigionamento idrico. Alla conferenza stampa congiunta di SVGW e VSA del 18 ottobre a Zurigo, la VSA ha mostrato come una gestione più consapevole dell’acqua piovana possa aiutare a preparare meglio i nostri spazi di vita ad affrontare queste sfide. Michael Meier e Raffaele Domeniconi hanno illustrato le attuali sfide dell’approvvigionamento idrico. Mauro Suà ha invitato i giornalisti al congresso Eureau a Zurigo.
Trattenere l’acqua piovana invece di scaricarla rapidamente
Per decenni gli insediamenti sono stati progettati in modo che l’acqua piovana defluisse il più rapidamente possibile attraverso le superfici impermeabilizzate e la rete fognaria verso i corsi d’acqua. Di conseguenza, c’è meno acqua a disposizione per il suolo e le piante. Allo stesso tempo, in caso di forti piogge, i picchi di deflusso possono mettere a dura prova le infrastrutture di smaltimento delle acque.
La copresidente della VSA Anja Herlyn e l’esperta Katharina Schulthess hanno illustrato il potenziale insito in un approccio diverso alla gestione dell’acqua piovana. Superfici non impermeabilizzate, tetti verdi, alberi con spazio sufficiente per le radici e depressioni di infiltrazione aiutano a trattenere l’acqua, a farla infiltrare nel terreno e a favorire l’evaporazione. I serbatoi per l’acqua piovana possono inoltre fornire acqua per un uso successivo, ad esempio per l’irrigazione.
La «città spugna» e il «territorio spugna» vanno di pari passo
Il principio della «città spugna» unisce la ritenzione idrica locale ad altri vantaggi: le aree verdi e gli alberi offrono ombra, rinfrescano l’ambiente circostante, favoriscono la biodiversità e migliorano la qualità della vita. Allo stesso tempo, la ritenzione dell’acqua piovana può alleggerire il carico sulle infrastrutture di drenaggio e aiutare a superare meglio i periodi di siccità.
Il ciclo idrologico, però, non si ferma ai confini degli insediamenti. Anche i suoli, i boschi, le zone umide e i corsi d’acqua possono trattenere l’acqua. La “città spugna” e il “territorio spugna” devono quindi essere pensati insieme. È fondamentale coordinare le misure nell’intero bacino idrografico.
Sfruttare l’opportunità
Per metterlo in pratica non serve per forza costruire interi quartieri da zero. Anche nei lavori di risanamento stradale, nei progetti scolastici e nella progettazione degli spazi esterni esistenti ci sono tante possibilità per integrare fin dall’inizio la gestione dell’acqua piovana. Il presupposto è una collaborazione tempestiva tra le diverse discipline e condizioni quadro adeguate.
La VSA si impegna affinché la «città spugna» e il «territorio spugna» diventino una pratica scontata. Con competenze tecniche, strumenti ed esempi pratici, sostiene l’ulteriore sviluppo e l’attuazione di soluzioni adeguate.
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