Quando i cianobatteri, noti come «alghe blu», si diffondono rapidamente nelle acque, le autorità sconsigliano vivamente di fare il bagno o chiudono al pubblico alcuni tratti del lago, poiché l’ingestione di acqua può causare diarrea, vomito o danni al fegato. Finora è difficile prevedere quando si formerà una coltre di alghe blu. Le condizioni note sono temperature dell’acqua elevate e alti livelli di nutrienti. Uno studio condotto dal team di ecologia del plancton dell’istituto di ricerca Eawag ha messo in luce ulteriori fattori. Secondo l’Eawag, la crescita dei cianobatteri tossici dipende in modo determinante anche dalla presenza di altri organismi nelle loro vicinanze e dal modo in cui interagiscono con essi. Sembra che determinati gruppi di zooplancton e di altre alghe abbiano un impatto particolarmente rilevante. Per lo studio, il gruppo di ricerca ha analizzato i dati provenienti dal lago Greifensee.
Secondo lo studio, le condizioni favorevoli alla fioritura algale derivano dall’interazione di numerose specie all’interno dell’ecosistema. Una temperatura che in un determinato anno non provoca alcuna fioritura può, in presenza di condizioni biologiche mutate, portare improvvisamente a una crescita. Viceversa, non ogni estate calda in un lago ricco di nutrienti deve necessariamente portare a una proliferazione massiccia di cianobatteri.
Secondo gli autori, i risultati hanno anche un’importanza pratica per la gestione delle acque. Anziché limitarsi alla temperatura, al fosforo o all’azoto, i ricercatori propongono di prestare maggiore attenzione in futuro a determinati gruppi di plancton. Sebbene le interazioni tra le specie siano complesse e dipendano dal luogo, la presenza di rotiferi, pulci d’acqua o crisofite potrebbe fornire indicazioni sulla possibilità che in un lago si stia sviluppando una fioritura di cianobatteri.
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